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  • Santino Santinelli

Grammatica Italiana: Alterazione dei Nomi e degli Aggettivi


Alterazione dei nomi e degli aggettivi

I nomi e gli aggettivi italiani possono essere alterati a seconda di due importanti fattori: la dimensione (grande o piccolo) e la qualità (grazioso o odioso).

In aggiunta, i colori e altri aggettivi possono essere alterati con i suffissi attenuativi.

Per alterare un nome o un aggettivo, basta prendere la radice della parola e aggiungere il suffisso alterante.

Es: la casa, (cas- è la radice della parola + suffisso).

Esistono diversi tipi di suffissi alteranti: diminuitivi, accrescitivi, vezzeggiativi, dispregiativi e attenuativi. Cerchiamo di capire bene quando si usano.

DIMINUITIVI

Si usano per far assumere al nome una qualità che lo fa sembrare piccolo e si formano aggiungendo alla fine della parola il suffisso –INO, se il nome ha un articolo al maschile singolare o se l’aggettivo descrive un nome che ha l’articolo al maschile singolare. Si usa –INI se l’articolo è al maschile plurale.

Es: IL gatto, diminuitivo: il gattINO (maschile, singolare).

I gatti, i gattINI (maschile, plurale).

Invece si aggiunge il suffisso –INA, se l’articolo del nome è femminile singolare o se l’aggettivo descrive un nome che ha un articolo femminile singolare. Si usa –INE, se l’articolo è al femminile plurale.

Es: LA gatta, diminuitivo: la gattINA (femminile singolare).

LE gatte, le gattINE (femminile, plurale).

ACCRESCITIVI

Si usano per far assumere al nome una qualità che lo fa sembrare grande e si formano aggiungendo alla fine della parola il suffisso –ONE, se il nome ha un articolo al maschile singolare o se l’aggettivo descrive un nome che ha l’articolo al maschile singolare. Si usa –ONI se l’articolo è al maschile plurale.

Es: IL gatto, accrescitivo: il gattONE (maschile, singolare).

I gatti, i gattONI (maschile, plurale).

Invece si aggiunge il suffisso –ONA, se l’articolo del nome è femminile singolare o se l’aggettivo descrive un nome che ha un articolo femminile singolare. Si usa –ONE se l’articolo è al femminile plurale.

Es: LA gatta, accrescitivo: la gattONA (femminile, singolare).

LE gatte, le gattONE (femminile, plurale).

VEZZEGIATIVI

Si usano per far assumere al nome una qualità che lo fa sembrare grazioso e si formano aggiungendo alla fine della parola il suffisso –UCCIO, se il nome ha un articolo al maschile singolare o se l’aggettivo descrive un nome che ha l’articolo al maschile singolare. Si usa –UCCI se l’articolo è al maschile plurale.

Es: IL gatto, vezzeggiativo : il gattUCCIO (maschile, singolare).

I gatti, i gattUCCI (maschile, plurale).

Invece si aggiunge il suffisso –UCCIA, se l’articolo del nome è femminile singolare o se l’aggettivo descrive un nome che ha un articolo femminile singolare. Si usa –UCCE se l’articolo è al femminile plurale.

Es: LA gatta, vezzeggiativo: la gattUCCIA (femminile, singolare).

LE gatte, le gattUCCE (femminile, plurale).

DISPREGIATIVI

Si usano per far assumere al nome una qualità che lo fa sembrare odioso e si formano aggiungendo alla fine della parola il suffisso –ACCIO, se il nome ha un articolo al maschile singolare o se l’aggettivo descrive un nome che ha l’articolo al maschile singolare. Si usa -ACCI se l’articolo è al maschile plurale.

Es: IL gatto, dispregiativo: il gattACCIO (maschile, singolare).

I gatti, i gattACCI (maschile, plurale).

Invece si aggiunge il suffisso –ACCIA, se l’articolo del nome è femminile singolare o se l’aggettivo descrive un nome che ha un articolo femminile singolare. Si usa –ACCE se l’articolo è al femminile plurale.

Es: LA gatta, dispregiativo: la gattACCIA (femminile, singolare).

LE gatte, le gattACCE (femminile, plurale).

ATTENZIONE

Purtroppo a volte i nomi e gli aggettivi vengono alterati da altri suffissi, perciò è importante vedere quali sono quelli più usati.

DIMINUITIVI

-etto (il bacio, bacetto)

-otto (usato soprattutto per i cuccioli di animali: il cucciolo, cucciolotto)

-ello (l’albero, alberello)

-iciattolo (il fiume, fiumiciattolo)

-icci(u)olo (il porto, porticciolo)

-(u)olo (la poesia, poesiola)

ACCRESCITIVI

-acchione (usato soprattutto per i cuccioli di animali: la volpe, volpacchione)

VEZZEGGIATIVI

-acchione (il matto, mattacchione)

-accchiotto (il lupo, lupacchiotto)

DISPREGGIATIVO

-acchione (il furbo, furbacchione)

-otto (il contadino, contadinotto)

-accio (il coltello, coltellaccio)

-iciattolo (il mostro, mostriciattolo)

-icci(u)olo (la donna, la donnicciola)

-astro (il poeta, poetastro)

ATTENUATIVI (attenuano il significato dell’aggettivo)

-iccio (riferito ai colori. Rosso, rossiccio)

-igno (aspro, asprigno)

-ignolo (azzurro, azzurrognolo)

-occio (bello, belloccio)

-astro (giallo, giallastro)

ATTENZIONE

Ricorda che l’uso di queste alterazioni è soggettivo, quindi fai sempre attenzione a ciò che vuole intendere la persona che li usa. Se per esempio qualcuno dice che ha visto un “filmuccio”, può significare che ha visto un film delizioso. In altri contesti, però, ciò può significare che quel film non è un vero capolavoro e che ne è rimasto deluso. Questi suffissi alteranti sono molto utilizzati dai media italiani, soprattutto quando si vuole influenzare l’opinione del pubblico su un determinato argomento.

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